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BRAMANTE“
ANCHE I GENI HANNO COMINCIATO DA PICCOLI”
Sta
riscuotendo un notevole successo la mostra su Bramante, inaugurata
il 30 maggio a Fermignano. Sono stati registrati più di 1000
visitatori che ne hanno apprezzato la forte valenza didattica e
culturale e, soprattutto, le novità attestate da ricerche su questo
grande artista. Accompagnata da un catalogo, la mostra che rimarrà
aperta fino al 30 giugno, intende illustrare i primi 30 anni di
carriera del grande architetto rinascimentale trascorsi nel
Montefeltro, anni decisivi per la sua carriera successiva.
“Bramante è stato per il suo tempo
quello che è stato per noi Federico Fellini per il nostro” afferma
il curatore della mostra Veit Molter. “Un uomo che dal nulla ha
creato l’illusione, capace di trasformare un muro dritto in una
spaziosa profondità”.
Tra le opere esposte ci sono i primi
lavori e dipinti di Bramante pittore, come l’incisione “Prevedari”,
il modellino del Duomo di Urbino, costruito negli anni della sua
adolescenza, da Francesco di Giorgio Martini. E’ esposto anche il
modello della cupola di San Pietro ed il suo progetto del cortile di
Belvedere in Vaticano.
Cresciuto a Fermignano e Urbino,
Bramante si è formato presso i Montefeltro, influenzato dalle
ambientazioni architettoniche di Piero della Francesca. Inoltre
Bramante è stato testimone di un evento significativo, la
realizzazione del dittico di Piero della Francesca che ritraeva il
Duca Federico e sua moglie Battista Sforza. Due ricercatrici
urbinate, grazie ad un’accurata ricerca, hanno dimostrato che i
colli del paesaggio alle spalle dei protagonisti non sono opera di
fantasia, come hanno sempre definito gran parte degli storici
d’arte, ma fanno parte dei paesaggi del Montefeltro. Infatti il
profilo delle colline nello sfondo combaciano esattamente con quelle
di Fermignano e Urbino: il tutto è attestato da un video esplicativo
e da ingrandimenti dell’opera.
La mostra espone inoltre la
gigantografia dell’”Ultima Cena” di Leonardo Da Vinci, legato a
Bramante da una stretta amicizia durata 17 anni. I due grandi
maestri si influenzavano a vicenda, sostiene il prof. Frommel,
professore tedesco profondo conoscitore di Bramante. Nel quadro
Leonardo ha creato una visione profondamente prospettica che non si
troverà nelle sue opere successive. Frommel afferma che nel dipinto
c’è senz’altro la mano di Bramante. Sono esposte anche le due statue
lignee del XV secolo, Santa Caterina e San Sebastiano che provengono
dalla chiesa di Santa Caterina delle Bastarde a Sant’Angelo in Vado,
il famoso quadro di Girolamo Cialdieri del XVII secolo “San
Silvestro Papa” con la veduta di Fermignano. |