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| KAZIMIR MALEVICH |
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Fino al 29 settembre 2011, in esposizione la raccolta completa, Suprematism 34 Risunka, litografie originali di Kazimir Malevich del 1920, nella sede della GAMA, galleria d'arte moderna d'Albenga, in piazza San Michele 4. Nel 1919 Kazimir Malevich sostituì Marc Chagall alla direzione della Vitebsk Art Labour Co-operative, in Unione Sovietica, e lo stesso anno fondò l’UNOVIS ( Affermazione delle nuove forme dell’Arte ).
Fu in questi laboratori che videro la luce i suoi progetti grafici più importanti “Sul Nuovo Sistema dell’Arte”1919, nove immagini litografiche che illustrano un testo dell’artista e il più ambizioso “Suprematismo 34 Disegni” del 1920, con testo dell’artista e 34 litografie stampate a mano.
Si stima che di quest’ultima serie ne furono stampate solo alcune decine di esemplari, per via del fatto, che a quell’epoca la carta in Russia era molto rara e costosa ed i mezzi a disposizione erano limitati.
Quando il lavoro di Malevich fu considerato ufficialmente sovversivo, molte copie vennero distrutte e quelle rimaste invendute a Vitebsk andarono perdute quando la città fu rasa al suolo dai bombardamenti del 1941.
A conferma della rarità dell’opera, solo cinque esemplari vennero individuati fuori dall’Unione Sovietica e negli anni settanta il governo Australiano riuscì ad acquistarne una copia per la propria Galleria Nazionale di Arte Moderna.
Questa rarissima serie completa delle 34 litografie stampate fronte e retro, contiene le costruzioni più importanti della produzione suprematista di Malevich ed è considerata un esempio di ricerca nell’arte litografica astratta, ricca di contrasti, gradazioni tonali e tessiture.
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| Lost in view. Installazione ambientale di Kurt Flecktenstein |
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Genova, dal 10 Agosto al 18 Settembre 2011 - Lost in view al museo di Villa Croce, è un’installazione ambientale specificamente creata per lo spazio del piano nobile del museo dall’artista e architetto tedesco Kurt Fleckenstein.Le ampie sale della villa saranno totalmente trasformate per divenire uno stretto e scuro labirinto disorientante che riproduce fedelmente, sulle pareti come sul soffitto, il disegno in b/n del vero pavimento del museo. Ne deriva un percorso claustrofobico in cui le finestre risultano essere le vie di fuga, uniche aperture verso l’esterno. Ma ad una osservazione più attenta anche alcune di queste uscite risultano essere artificiali, schermi su cui si proiettano le immagini dello spazio reale esterno - riprese in tempo reale da una webcam - alternate alle vere finestre. Questo espediente aumenta il senso di smarrimento perché non permette il riconoscimento di luoghi certi anche per chi conosca molto bene gli ambienti della villa.L’ambiente così riprogettato necessita un riposizionamento del visitatore nel suo rapporto con lo spazio e propone una percezione liberata dai tradizionali punti di riferimento, per scoprire la possibilità di un nuovo orientamento.Kurt Fleckenstein è nato a Heddesheim in Baden-Wüttemberg, vive e lavora a Mannheim (Germania) e Wroclaw (Polonia).Ha studiato Architettura del paesaggio con particolare attenzione alla Storia dell’arte all’Università di Scienze applicate di Weihenstephan (Munich) e Regional Planning all’Università di Karlsruhe. Ha conseguito un Dottorato all’Università di Kaisersalutem.E’ stato membro del Regional Planning Association Unterer Neckar e del County Council di Rhein-Neckar-Kreises e fin dagli anni ’90, dopo l’apertura delle barriere verso i paesi dell’ex-blocco comunista, si è particolarmente interessato alla situazione sociale e culturale della Polonia che è divenuta la sua seconda patria.L’artista è stato inizialmente attivo nel campo della progettazione urbana, dell’architettura del paesaggio e del horticultural art e
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Il tesoro del Cremlino |
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Firenze, dal 27 Maggio al 11 Settembre 2011 - La mostra è frutto degli scambi culturali in occasione dell'anno delle celebrazioni Italia-Russia 2011, organizzati dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e dal Ministero degli Affari Esteri di concerto con le corrispondenti Istituzioni russe. Essa sarà affiancata, a partire dal 29 maggio al 24 luglio 2011, da un'esposizione al Museo del Cremlino di Mosca dedicata ai tesori dei Medici, per lo più provenienti dal Museo degli Argenti di Palazzo Pitti, lo stesso che ospiterà questa mostra sui Tesori del Cremlino. Le opere in mostra -150 circa - presenteranno la straordinaria formazione e crescita di uno dei più importanti 'tesori' d'Europa: l'Armeria del Cremlino, la collezione più ricca del più antico museo russo che raccoglie i tesori reali, oggetti di corte di uso quotidiano e cerimoniale, legati ai nomi dei più grandi zar di Russia attraverso molti secoli di storia. Dal XII al XVIII secolo l'Armeria fu la 'stanza del tesoro', colma di oggetti preziosi di origine ed epoche diverse, acquistati per la Casa regnante o giunti in dono da ambasciatori di paesi stranieri: gioielli, armature, ricami, bizantini, russi, persiani, turchi e europei, contribuirono insieme allo sfarzo della corte degli Zar. Quando, nel XVIII secolo la Corte si trasferì da Mosca a San Pietroburgo, l'Armeria fu destinata ad accogliere oggetti legati al cerimoniale dell'incoronazione e alle sontuose vesti auliche. In mostra si presenteranno gli oggetti del periodo più fiorente dell'Armeria, quando era la 'Stanza del tesoro' degli Zar. Non esiste documentazione sul XII e XIII secolo ma, grazie al lavoro degli archeologi e alle preziose opere conservate nella Cattedrale del Cremlino, possiamo farci un'idea dei gioielli usati a quel tempo: complesse decorazioni di vesti in argento, collari e braccialetti, anelli quasi tutti lavorati con la tecnica della granulazione. Una piccola sezione di oggetti bizantini, provenienti dal tesoro della Cattedrale, mostreranno icone smaltate, cammei e pietre incise;
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| Gli argenti di TIFFANY donati all’ambasciatore Federico Sclopis dagli Stati Uniti d’America |
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Genova, dal 17 Maggio al 11 Settembre 2011 - A seguito della collaborazione con Palazzo Madama Museo Civico d’Arte Antica di Torino, in occasione del prestito degli argenti colombiani di Palazzo Spinola alla reggia di Venaria Reale per la mostra “La bella Italia. Arte e identità delle città capitali”, la vetrina ad essi destinata ospita ora tre monumentali argenti prodotti nella seconda metà dell’Ottocento da Tiffany su commissione degli Stati Uniti per un omaggio a Federico Sclopis, diplomatico al servizio di Vittorio Emanuele II per il successo ottenuto nel 1871 nella “vicenda dell’Alabama”. L’iniziativa sarà illustrata da Maurizio Galletti, Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Liguria, da Anna Maria Saiano, Agente Consolare degli Stati Uniti d’America e da Enrica Pagella, direttore di Palazzo Madama Museo Civico d’Arte Antica di Torino. Farida Simonetti, direttore della Galleria Nazionale di Palazzo Spinola, introdurrà Simonetta Castronovo, conservatore di Palazzo Madama, grazie alla quale seguiremo le vicende che hanno portato alla donazione degli argenti al museo torinese, mentre Gianni Franzone della Wolfsoniana ripercorrerà la storia e i protagonisti di una delle manifatture americane di argenteria e gioielleria più famose al mondo e in particolare illustrerà la committenza del Governo americano delle tre serie di monumentali servizi da punch destinati sia all’ambasciatore Sclopis, ora a Torino, che ai due membri della commissione, ovvero lo svizzero Jacques Staempfli e il Visconte d’Itajubá dal Brasile, i cui servizi sono oggi conservati rispettivamente presso il Musée d’Art et d’Histoire di Ginevra e nelle collezioni dell’Art Institute di Chicago. Anna Maria Saiano, ricordando la coincidenza dei 150 anni della Guerra Civile americana che scoppiò nel 1861, introdurrà Francesco Munari, ordinario di diritto dell’Unione Europea all’Università di Genova e docente di diritto internazionale presso la Facoltà di Scienze Politiche, che ricostruirà la figura del Conte Sclopis quale arbitro internazionale e il ruolo da egli svolto quale presidente del collegio arbitrale nella controversia tra Stati Uniti e Gran Bretagna relativa ai cosiddetti “Alabama Claims”
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